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October 25 Per Tesono stati giorni particolarmente intensi, questi.
eventi tanto ravvicinati eppure molto diversi tra loro. emozioni diametralmente opposte che si sono alternate così velocemente da lasciarmi un pò sconcertato.
e alcune domande...
quando e in che misura è giusto fermarsi? quando e in che misura è giusto che il dolore degli altri diventi il nostro? quanto importa ciò che è stato se non si può tornare indietro?
eppure, ogni volta ci viene facile darci delle risposte semplici, mentre qui di semplice non c'è nulla.
finchè restiamo all'oscuro dei nomi, o essi ci appaiono troppo esotici o lontani, le nostre semplici giustificazioni reggono, e si guarda tranquillamente oltre.
ma spesso fermarsi e ricordare, al di là di ciò che realmente si è detto, può fare ancora un pò male.
possiamo dunque abbandonarci in balìa dei nostri trascorsi, vivendo nell'attesa che qualcosa riaffiori lentamente quanto inaspettatamente dal passato.
possiamo limitarci a cancellare dalla nostra memoria tutto ciò che è stato, come se nulla fosse mai successo, e illuderci di ingannare il dolore chissà per quanto tempo ancora.
oppure possiamo annotare tutto come su di un libro, pagina dopo pagina. un libro che si può sempre sfogliare, in un senso o nell'altro, ma scritto con inchiostro indelebile. infine dovremmo trovarci un buon segnalibro, da spostare avanti di pagina in pagina, mano a mano che il libro viene scritto. quando allora nello sfogliare ci saremo persi tra le pagine, il nostro segnalibro sarà sempre lì, a ricordarci dove eravamo arrivati, da dove bisogna proseguire. e forse ci stupiremmo se un giorno, nel bel mezzo della stesura del finale, vedessimo il nostro bel segnalibro lì, di fronte a noi, e ci accorgessimo che in realtà era sempre stato con noi, pagina per pagina, fedele e sempre pronto a riportarci al presente, a salvarci dal fiume di parole che ci sommergeva.
per me questo è il senso della vita: la ricerca di un buon segnalibro: qualcosa...o qualcuno... che fosse un compagno fedele e che, anche se a volte rileggere qualche capitolo precedente ci rendesse tristi, sapesse raccogliere il nostro dolore e farci capire che lui sarà sempre lì, pronto a seguirci e a condividere con noi le gioie e le fatiche della scrittura.
sempre lì insomma. pagina dopo pagina. nonostante tutto.
e mi son chiuso quella porta alle spalle, e mi sono lasciato tutto quanto indietro. ho lasciato scivolare via dalla mia pelle i problemi, gli affanni, il dolore.
perchè quella sera tutto ciò che desideravo era lì, di fronte a me, che mi fissava dalle pagine. il mio Segnalibro.
grazie per la Tua fiducia, per la Tua presenza, per tutto.
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