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    October 17

    Galleria di modellismo

    Finalmente sono riuscito a procurarmi una macchina digitale...ho potuto così scattare alcune foto dei miei numerosissimi (è un eufemismo...) modelli.
    Posso così offrire finalmente al mio vastissimo pubblico on-line una galleria curata personalmente (se le foto non sono bene a fuoco o avete altre lamentele a riguardo, vi ricordo che la mia bravura come fotografo è pari al mio talento nel dipingere...).
    Dunque, veniamo al sodo.
     
    Tutti i modellini che realizzo sono interamente autocostruiti, o derivano da sostanziali modificazioni di modelli reperibili in commercio o semplicemente derivati da oggetti della nostra vita quotidiana (appena l'avrò finita, vi offrifò volentieri una personalissima reinterpretazione del mouse). Questa mia filosofia nasce da un mix di creatività repressa, voglia di non spendere un capitale, ma soprattutto da un pizzico di sana presunzione. Osservando un qualsiasi modello, infatti, mi intestardisco fino a volerlo realizzare personalmente.
    Seppur all'inizio mi reputassi abbastanza ganzo e mi polleggiassi parecchio, il confronto con altri modelli autocostruiti osservati sul web presso i vari siti di club modellistici mi ha riportato alla realtà...
     
    Quindi, qualunque modellista capiterà per sbaglio sul mio blog, spero non si scandalizzi di fronte a lavaggi osceni e ad ignobili sbavature...ma piuttosto potrà lasciare qui preziosi consigli di cui farò tesoro.
     
    Grazie mille e buona visione.
     
    Maverick
     
    Iniziamo subito con un modello regalatomi due anni orsono da Alessandro, un fantastico "Chimera" della Guardia Imperiale (vedi Warhammer 40000). Onestamente è venuto abbastanza bene...
    Per la realizzazione della batteria lanciamissili del dorso mi sono interamente affidato al plasticard, mio compagno inseparabile.
    Per la bullonatura dei due bracci principali della batteria ho sfruttato alcuni pallini da caccia (non domandatemi il calibro), inseriti per metà el plasticard attraverso dei fori praticati col trapanino elettrico.
    Come avrete potuto notare, la scelta dei missili è caduta sui "Maverick" americani, facenti parte di un kit di ami da lancio della Hasegawa (1:48).
    La protezione frontale della cabina (una sorta di "roll-bar" è stata costruita sfruttando le sprue di un vecchio F-!6. A mio parere è servito a slanciare non poco il mezzo.
    Il radar più basso proviene da un cappuccio di pennerello Giotto tagliato alla base, mentre quello più alto ha provenienza ignota (mi è capitato per le mani un pezzo di plastica che faceva al caso mio, diciamo così...).
    Sul fianco sinistro è vsibile la custodia della tanica di benzina (realizzata in plasticard), mentre su quello destro la corazzatura del radiatore è l'imbocco della turbina di un vecchio Stallion di mio fratello, mai finito e in condizioni miserevoli (per fortuna il pezzo in questione non era mai stato incollato nè verniciato prima...).
    Sul retro della batteria sono visibili i pistoncini di movimentazione del lanciamissili. In merito, posso solo dire che si trovano parecchie cose interessanti smontando una penna a scatto...
    Eccolo dunque il mio Maverick, certamente più snello ed equilibrato dei Manticore imperiali...e con due missili in più...